Stent Endo-Uretrale

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Nel 1980, Fabian fu il primo a usare uno stent metallico per l’uretra prostatica. Questo tipo di stent fu poi abbandonato a causa delle frequenti incrostazioni, dislocazioni e infezioni. Nel 1996, Milroy, prendendo l’esempio dall’uso degli stents in cardiologia per l’angioplastica coronarica, descrisse un nuovo tipo di stent uretrale che manteneva l’uretra, precedentemente dilatata, aperta favorendo la riepitelizzazione della superficie uretrale. Negli anni successivi, dopo questo lavoro preliminare di Milroy, numerosi tipi di stents sono stati sviluppati e descritti.
Questi stents sono facili da impiantare in anestesia locale. Lo stent deve essere collocato ad almeno 0,5 cm dallo sfintere distale per evitare un’incontinenza urinaria. Gli stent non sono utilizzabili nell’uretra peniena a causa della loro possibile migrazione.
Le complicazioni più frequenti dopo impianto di stent uretrale sono: incrostazioni, calcoli, dislocazione, dolore perineale, ematuria, incontinenza, infezione urinaria cronica e recidiva della stenosi. La stenosi può recidivare alle due estremità (distale e prossimale) dello stent oppure all’interno dello stesso stent con crescita di tessuto esuberante tra le maglie dello stent, causando sintomi ostruttivi o ritenzione acuta di urine.
Nella maggior parte dei pazienti, la rimozione dello stent per via endoscopica non è possibile proprio a causa del tessuto esuberante che è cresciuto all’interno dello stent.
La rimozione chirurgica dello stent rappresenta sempre un problema complesso. In alcuni casi lo stent è talmente inglobato nell’uretra che la sua rimozione è possibile solo asportando in blocco anche il tratto di uretra coperta dallo stent. In altri casi è possibile rimuovere lo stent maglia dopo maglia conservando così il piatto uretrale. La ricostruzione dell’uretra può essere fatta con un solo intervento, usando un trapianto di mucosa orale oppure può richiedere un’uretroplastica stadiata in più tempi. In ogni modo la ricostruzione dell’uretra dopo rimozione di stent, rappresenta un problema difficile che richiede grande esperienza e dovrebbe essere affidata a centri ad alta specialità in questo tipo di chirurgia.

Figura 1

Figura 2

Figura 3

Figura 4

Figura 5

Figura 6

Figura 7

Figura 8

Articolo n° 1
Barbagli G, Palminteri E, Guazzoni G, Rigatti P.
Surgical removal of urethral stents.
J. Urol., 1999: 161 (4), 102

In our series of the six patients, the urethral stents failed when used in strictures recurring after urethrotomy or urethroplasty. Surgical removal of the stents require partial urethrectomy and the loss of the urethral tissue and local adverse conditions do not allow the use of one-stage urethroplasty, using graft or flap for reconstruction.

Articolo n° 2
Barbagli G, Travaglini F, Palminteri E.
Surgical removal of urethral stents.
Eur. Urol., 1999: 35 (Suppl. 2), 154

In our series of the six patients, the urethral stents failed when used in strictures recurring after urethrotomy or urethroplasty. Surgical removal of the stents require partial urethrectomy and the loss of the urethral tissue and local adverse conditions do not allow the use of one-stage urethroplasty, using graft or flap for reconstruction.
1. Domanda: L’intervento può essere effettuato in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale?
Risposta: L’intervento chirurgico può essere effettuato in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, senza alcuna spesa per il paziente.


2. Domanda: Per questo tipo di intervento quale tipo di anestesia è previsto?
Risposta: Anestesia generale con intubazione oro-tracheale o nasale.


3. Domanda: Quante ore dura l’intervento?
Risposta:: Circa 2 ore.


4. Domanda: Ci sono rischi per l’erezione, la fertilità e la continenza urinaria, dopo l’intervento?
Risposta: No


5. Domanda: Quanti sono i giorni di degenza in ospedale previsti per questo intervento?
Risposta: In genere il ricovero ospedaliero varia da 5 a 7 giorni.


6. Domanda: Per quanto tempo dovrò portare il catetere nell’uretra dopo l’intervento?
Risposta: Il catetere deve rimanere in sede per due o tre settimane dopo l’intervento.


7. Domanda: Quali particolari limitazioni sono suggerite durante la convalescenza?
Risposta: Durante la convalescenza è suggerito l’uso di un antibiotico per via orale fino a che non viene rimosso il catetere. È suggerito di non effettuare lungi viaggi in auto, lavori pesanti, attività sessuale e sportiva.


8. Domanda: Quanto tempo dopo l’intervento potrò riprendere la mia attività lavorativa, sportiva e sessuale?
Risposta: Le attività lavorativa, sportiva e sessuale possono essere riprese gradualmente dopo circa 30 giorni dalla rimozione del catetere.


9. Domanda: Dopo l’intervento posso usare la bicicletta od il motorino?
Risposta: L’uso di bicicletta, motorino, cavallo, mezzi a sella in palestra sono sconsigliati.


10. Domanda: Quali cibi e bevande devo evitare dopo l’intervento?
Risposta: L’uso di birra, vini spumanti e gassati sono controindicati. Un uso esagerato di cioccolata, cacao, frutta secca, crostacei non è consigliato.