Uretra Posteriore

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L’uretra maschile viene divisa in uretra posteriore ed uretra anteriore. L’uretra posteriore comprende il segmento che si estende dal collo vescicale allo sfintere uretrale distale e si divide in uretra prostatica ed uretra membranosa. L’uretra anteriore si estende dallo sfintere uretrale distale al meato urinario esterno e si divide in uretra bulbare, uretra peniena, uretra navicolare. L’uretra anteriore è circondata, per tutta la sua lunghezza, da un tessuto lacunare e ben vascolarizzato che viene chiamato corpo spongioso. L’uretra posteriore si divide in uretra membranosa ed uretra prostatica e comprende il segmento che si estende dal collo vescicale allo sfintere uretrale distale. L’uretra posteriore contiene i due sfinteri urinari, quello prossimale a livello del collo vescicale e quello distale a livello membranoso.
Lettura n° 1:

Initial evaluation and management of the patient with pelvic fracture urethral distraction defects (PFUDD)
1 December 2007
Rome – Italy

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Lettura n° 2:
Incontinence following pelvic trauma
23rd Annual EAU Congress
Sub-plenary Session on Male urinary incontinence
March 26-29, 2008
Milan – Italy

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Lettura n° 3:
Posterior Urethroplasty
III Simposio Internacional de Cirurgia Urologica Reconstrutora
April 11-12, 2008
Rio de Janeiro-Brazil

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Lettura n° 4:
Chirurgia dell’uretra posteriore
Mantova – Italy

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Lettura n° 5:
Traumatic posterior urethral disruption. Pelvic fracture urethral distraction defects
Congress of French Association of Urology
ESU COURSE: Trauma in Urology
November, 20 – 2008
Paris – France

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Lettura n° 6:
Emergency and delayed treatment of patients with pelvic fracture urethral distraction defects
9th Conference of the Arab Association of Urology
7th International Conference of Jordanian Association of Urological Surgeons
November 22 – 24, 2011
Amman – Jordan

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Lettura n° 7:
Acute management of posterior urethral trauma. What are the options and what is the current consensus
Muljibhai Patel Urological Hospital “URETHROPLASTY”
July 19 – 20, 2012
Nadiad – Gujarat – India

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Articolo n° 1
Urethral trauma: radiological aspects and treatment options.
J Trauma. 1987 Mar; 27(3):256-61  

Experience with treatment of 38 patients in an early phase with urethral trauma is presented. The site of injury was the penile urethra in three cases, the bulbous urethra in seven, and the prostatomembranous urethra in 28. Different surgical procedures were used, according to the site and the extent of urethral damage and the presence of associated lesions. All patients with penile and bulbous urethral trauma were cured and only one has diminished sexual potency, while in the posterior urethral group nine were cured, and 19 developed strictures requiring further surgical treatment. Total impotence developed in 17 and partial impotence in one patient. Another case presents urinary urge incontinence.

Articolo n° 2
Posterior urethroplasty in children.
Eur Urol. 1987;13(1-2):110-5.  

A series of 33 posterior urethral strictures in children is presented. The etiology was traumatic in 31 cases and iatrogenic in 2. Complex strictures were treated by a transpubic approach (20 cases) or by a posterior scroto-urethral inlay (1 case). Simple strictures were directly treated via the perineum: by a push-in technique (6 cases); by end-to-end anastomosis (3 cases); by a skin pedicled tube urethroplasty (1 case); by free skin graft (1 case), and by endoscopic urethrotomy (1 case). The use of omentum, employed in 19 cases, is considered a necessary step in transpubic urethroplasty. Favorable results were observed in 18 out of 20 transpubic procedures, in 8 out of 9 perineal urethroplasties and in 3 out of 4 other techniques, with an overall success rate of 87.8%.

Articolo n° 3
Long-term results of anterior and posterior urethroplasty with actuarial evaluation of the success rates.
J Urol. 1997 Oct;158(4):1380-2.  

Purpose: We analyzed the long-term results of different urethroplasty techniques.
Materials and methods: We performed a retrospective review of 98 patients who underwent different procedures for anterior (78) and posterior (20) urethral strictures. Mean followup was 53 months. A total of 20 patients underwent end-to-end anastomosis (group 1), 30 underwent 1-stage procedures (group 2), 28 underwent 2-stage procedures (group 3), and 20 underwent bulboprostatic anastomosis (group 4). The results were analyzed using Kaplan-Meier curves and log rank test.
Results: The success rate was 95% for group 1, 93.4% for group 2, 78.6% for group 3, and 70% for group 4. Statistical evaluation of the actuarial success rates failed to show significant differences among the 4 groups.
Conclusions: The stricture recurrences were uniformly distributed over time. Urethroplasty patients must be followed for the rest of their lives.

Articolo n° 4
History and Evolution of Transpubic Urethroplasty:
A Lesson for Young Urologists in Training

Eur Urol 2007; 52:1290 – 1292  


1. Domanda: L’intervento può essere effettuato in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale?
Risposta: L’intervento chirurgico può essere effettuato in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, senza alcuna spesa per il paziente.


2. Domanda: Per questo tipo di intervento quale tipo di anestesia è previsto?
Risposta: Anestesia generale con intubazione oro-tracheale.


3. Domanda: Quante ore dura l’intervento?
Risposta: Circa 3 ore.


4. Domanda: Ci sono rischi per l’erezione, la fertilità e la continenza urinaria, dopo l’intervento?
Risposta: Se il paziente non ha subito danni al collo vescicale durante il trauma del bacino o le manovre chirurgiche effettuate in emergenza, la continenza non è compromessa dall’intervento di uretroplastica posteriore. Comunque, lo studio radiologico preoperatorio è sempre in grado di stabilire se il collo vescicale è integro o se è stato danneggiato, quindi di stabilire se il paziente sarà incontinente dopo l’intervento. Nei pazienti con trauma del bacino è sempre presente una disfunzione erettile di vario grado dovuta alle lesioni traumatiche che si verificano durante la rottura dell’uretra. L’intervento di uretroplastica può, in alcuni casi, creare un ulteriore deficit erettile. Infine, l’intervento di uretroplastica posteriore non ha alcuna conseguenza sulla fertilità del paziente, sempre che il collo vescicale sia integro.


5. Domanda: Quanti sono i giorni di degenza in ospedale previsti per questo intervento?
Risposta: In genere il ricovero ospedaliero varia da 5 a 7 giorni.


6. Domanda: Per quanto tempo dovrò portare il catetere nell’uretra e la cistostomia sovrapubica dopo l’intervento?
Risposta: Il catetere deve rimanere in sede per quattro settimane dopo l’intervento, fino a quando verrà effettuata la prima radiografia di controllo postoperatoria. La cistostomia sovrapubica deve rimanere in sede per due mesi, fino a quando verrà effettuata la seconda radiografia di controllo postoperatoria.


7. Domanda: Quali particolari limitazioni sono suggerite durante la convalescenza?
Risposta: Durante la convalescenza è suggerito l’uso di un antibiotico per via orale fino a che non viene rimosso il catetere. È suggerito di non effettuare lungi viaggi in auto, lavori pesanti, attività sessuale e sportiva.


8. Domanda: Quanto tempo dopo l’intervento potrò riprendere la mia attività lavorativa, sportiva e sessuale?
Risposta: Le attività lavorativa, sportiva e sessuale possono essere riprese gradualmente dopo circa 30 giorni dalla rimozione del catetere.


9. Domanda: Dopo l’intervento posso usare la bicicletta od il motorino?
Risposta: L’uso di bicicletta, motorino, cavallo, mezzi a sella in palestra sono sconsigliati.


10. Domanda: Quali cibi e bevande devo evitare dopo l’intervento?
Risposta: L’uso di birra, vini spumanti e gassati sono controindicati. Un uso esagerato di cioccolata, cacao, frutta secca, crostacei non è consigliato.